Totale solidarietà a Simona Giannangeli

Apprendiamo oggi dai giornali della subita minaccia all’avvocatessa Simona Giannangeli. La nostra reazione è un misto tra incredulità e preoccupazione… sin da bambine ci hanno insegnato che tra le professioni più ambite c’era quella dell’avvocato e quella della giornalista. Un mese fa sparano contro la casa di Daniela Braccani e oggi minacciano un’avvocatessa… Che i nostri genitori si siano sbagliati?

Non riusciamo a capire il perché di tanto astio gratuito, quello che però ci sembra un facile collegamento nel caso della Giannangeli è l’esito dell’ultimo processo affrontato: quello che vedeva il Centro Antiviolenza costituirsi Parte Civile nel processo contro Francesco Tuccia. Il militare viene condannato al carcere e a varie ammende tra cui 2000 euro destinati al Centro Antiviolenza di L’aquila. Non vogliamo scadere nel veniale, pensando che il messaggio di minacce lasciato sull’auto dell’avvocatessa sia per una cifra così ridicola, vogliamo essere invece molto più maliziose e pensare che sia dovuto ad una mentalità bigotta che non tollera il processo di liberazione della donna in atto, e che vede ogni tentativo di riscatto come una minaccia ai ruoli stabiliti.                                                                                                                                         Non sappiamo se la mano che ha poggiato il biglietto sia di una lei o di un lui, diciamo che invece non ce ne importa nulla, perché il bigottismo affligge entrambe i sessi.

Come non notare le tracce della solita mentalità mafiosa che si avvale dell’intimidazione come strumento dissuasivo. Lo stesso biglietto l’avremmo potuto trovare sull’auto di un PM reo di aver contribuito alla condanna di qualche camorrista.  Diciamo che forse questa è una violenza di genere ed è grave, ma non lo sappiamo. Invece sicuramente questo è un atteggiamento mafioso, ed è certo. Come è certo che dichiariamo tutta la nostra solidarietà a Simona Giannangeli: Simona guardati tranquillamente alle spalle perché troverai noi.

Rinnoviamo la nostra solidarietà a tutte quelle donne che hanno scelto di lottare per un mondo giusto.

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