CineForum FuoriGenere: proiezione di “Nessuno uguale”

Martedì 27 Novembre ore 21,30 Asilo Occupato L’Aquila

CineForum FuoriGenere: proiezione di “Nessuno uguale”

“Credevo di essere l’unico sulla faccia della terra”

Era il 1998 quando il documentario “Nessuno uguale” veniva girato nei licei milanesi.

“Eravamo consapevoli di affrontare un tema molto delicato, ma soprattutto un grande problema che è causa di disagio e sofferenza per tanti ragazzi e ragazze che ne sono coinvolti e che lo vivono in modo isolato proprio perché il problema è innominabile, non se ne può parlare.
Noi invece vogliamo parlarne e vogliamo farlo dove più conta, cioè nelle scuole.” affermavano gli organizzatori.
Oggi a 14 anni di distanza, continuiamo a leggere notizie come quella di oggi: un ragazzo di 15 anni si impicca a Roma perché continuamente preso in giro dai compagni, dai professori e addirittura da una pagina Fb.

Iniziamo oggi un ciclo di proiezioni all’Asilo Occupato a tematica LGBTQI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgende, Queer, Intersex) perché la diversità inizi davvero ad essere vista come ricchezza da valorizzare e non più da discriminare e ghettizzare, per avvicinarsi senza pregiudizi alla meravigliosa varietà delle persone.

A quindici anni sali su una sedia e t’impicchi. Perché ? Perché ti piace il rosa e lo smalto. Perché tutti, intorno a te, dicono che non va bene, che è sbagliato, perché tu sei maschio e ai maschi piace il blu e il calcio. Fino a ieri hai pensato che non era importante, che sentire il bisogno di essere accettato dagli altri era solo un segno di debolezza, ma tu sei forte e ti basti da solo. Oggi, però, hai cambiato idea, forse hai pensato che la solitudine non era temporanea ma sarebbe durata per sempre, forse hai pensato che al massimo saresti riuscito a sopravvivere ma, vivere è un’altra cose e a te le gioie della condivisione e dell’amore sarebbero sempre state negate. Forse eri innamorato e le stesse parole, ingoiate come pezzi di vetro in passato, pronunciate dalla persona sbagliata, stavolta non sono scese. O forse eri solo stanco. Di quella stanchezza che ti prende all’improvviso e alla quale puoi solo abbandonarti. Forse questo è quello che hai pensato, l’unica cosa, l’unica frase … Non ce la faccio più.
Noi pensiamo che ci sarebbe piaciuto conoscerti perché siamo nat* e cresciut* con la parola “diverso” stampata nel cervello ma, a un certo punto, abbiamo deciso di estirparla. Tu non sei affatto uguale a noi. Tu avresti avuto tantissimo da insegnarci. Attraverso la tua conoscenza il nostro mondo si sarebbe aperto e la nostra mente anche. La tua forza sarebbe diventata la nostra e le possibilità si sarebbero moltiplicate. Lotteremo sempre fino a che quello che è successo a te non accadrà più, faremo in modo che i nostri figli crescano diversi, non vogliamo che questa cultura ci privi ancora della ricchezza che tu avresti potuto offrirci.

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