CineForum FuoriGenere: proiezione di “Processo per stupro”

Martedì 13 novembre ore 21,30 Asilo Occupato
(Viale Duca degli Abruzzi – L’Aquila)

CineForum FuoriGenere:
proiezione di “Processo per stupro”

Il 19 novembre ci sarà la seconda udienza del processo a carico del militare Francesco Tuccia relativo al “presunto” stupro avvenuto a Pizzoli nel febbraio di quest’anno. Per non lasciare che questa vicenda passi sotto silenzio abbiamo organizzato questa proiezione perché ancora oggi, anche se non con gli stessi termini, la vittima di stupro durante il processo finisce per diventare da vittima, imputata.

Un po’ di info sul documentario:
Italia, 1979, 60 min. b/n. “Processo per stupro” è un famoso e pluripremiato docu-film della Rai del 1979. Nato da un’idea di Loredana Rotondo, la regista Loredana Dordi lo realizzò filmando ampie parti del dibattimento di un processo per la violenza di gruppo subita da “Fiorella” a Latina nel 1978, gli interrogatori, le arringhe dei difensori. Per la parte civile protagonista è l’avvocata Tina Lagostena Bassi.Nell’autunno del 1979 fu visto da nove milioni di telespettatori, che poterono assistere alla trasformazione della vittima in imputata, da parte di avvocati che cercavano di metterla in cattiva luce e giustificavano la violenza con la sua presunta cattiva condotta. Il film destò grande emozione e contribuì a cambiare profondamente la mentalità dell’opinione pubblica, anche se la politica impiegò ancora molti anni per adeguare la normativa di legge ai diritti umani.Allora la violenza sessuale per la legge italiana era ancora un delitto contro la morale e non contro la persona. E anche nelle aule giudiziarie era diffusa l’idea che le donne violentate “se l’erano cercata”, avevano “provocato” i maschi, o si trovavano fuori casa di sera “dopo le nove”.

L’avvocata Tina Lagostena Bassi chiese giustizia per la vittima e per le donne, per ogni donna, indipendentemente da chi sia e da come si comporti.

Così comincia: Presidente, Giudici, credo che innanzitutto io debba spiegare una cosa: perché noi donne siamo presenti a questo processo. Per donne intendo prima di tutto Fiorella, poi le compagne presenti in aula, ed io, che sono qui prima di tutto come donna e poi come avvocato. Che significa questa nostra presenza? Ecco, noi chiediamo giustizia. Non vi chiediamo una condanna severa, pesante, esemplare, non c’interessa la condanna. Noi vogliamo che in questa aula ci sia resa giustizia, ed è una cosa diversa.

Lagostena Bassi disse alla fine: Da questo processo si capisce perché tante donne non denunciano la violenza subita.

Il film partecipò e fu premiato in molte importanti rassegne al mondo: Prix Italia, Festival Berlino, Emmy Award. Una copia del film si trova nell’archivio del MOMA di N.Y.

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