L’Aquila 18 Ottobre: libere dalla violenza

Foto del sit-in 

Un grazie a tutte le compagne aquilane che hanno partecipato al sit-in ed ovviamente anche a quelle arrivate da tutta Italia ed in particolare a MFLA che ha fatto girare l’appello.
Il centro antiviolenza dell’Aquila è stato accettato come parte civile nel processo!

Alcune riflessioni sulla giornata di ieri:

Forse ieri però non é stato detto abbastanza: FUORI L’ESERCITO DA L’AQUILA, basta con lo stupro della cittá! Il racconto di una compagna aquilana di 3e32/FuoriGenere al ritorno dal sit-in fuori il tribunale. qui

Le riflessioni di Baruda sulla giornata di ieri e nel finale un post di un nostro compagno del 3e32 a riguardo… qui

Giovedì 18 ottobre si terrà la prima udienza del processo al militare Francesco Tuccia per il “presunto” stupro avvenuto lo scorso 12 Febbraio a Pizzoli (qui la cronistoria dei fatti). Il Collettivo FuoriGenere partecipa al presidio che si terrà davanti al Tribunale di Bazzano a partire dalle 8:30 e sollecita la cittadinanza che vuole esprimere la solidarietà alla ragazza e continuare a rivendicare il diritto per tutt*  di vivere liber* dalla violenza maschile a partecipare.

Chi non potrà essere presente fisicamente avrà a disposizione questa scritta e questo flyer da stampare e appendere sul luogo di lavoro/portone di casa/macchina ecc., potrà seguirci su Twitter seguendo gli # #liberedallaviolenza e #laquila18ott e su Facebook potrà cambiare la propria immagine del profilo con questa. Invitiamo, inoltre, le scuole a dedicare un’ora alla discussione del tema della violenza sulle donne.

Abbiamo deciso di essere presenti perché lo stupro è una dei tanti aspetti della violenza sulle donne, un fenomeno strutturale ed endemico che nulla ha a che fare con motivazioni contingenti od occasionali.

Riteniamo che tutta la società debba ritenersi responsabile del perpetrarsi del fenomeno e, conseguentemente, adottare comportamenti volti a sradicarlo.

Saremo presenti anche per richiamare alle proprie responsabilità e ribadire la nostra condanna nei confronti dei media e dell’ordine degli avvocati che in questa vicenda hanno contribuito a vittimizzare la  ragazza con la pubblicazione di dettagli irrilevanti e di informazioni che ne hanno violato la privacy.

In tale contesto è inoltre sconcertante la particolare cautela con cui si è agito nei confronti del militare, soprattutto se confrontata con altri casi di stupro in cui l’indagato era civile e magari straniero.

Saremo sia donne che uomini, perché la violenza nasce e prospera in una cultura patriarcale e maschilista, dalla quale anche tanti uomini vogliono liberarsi e nella quale non si riconoscono, basta essere coscienti che questo tipo di cultura è fonte di sopraffazione, ingiustizia, violenza e ineguaglianza.

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  1. Pingback: I fatti… #violenza #stupro (in aggiornamento) « Fuori Genere

  2. Francesca Battaglia

    Leggo la notizia del processo cosa di cui non sapevo, altresì accanto a droga dello stupro (sostanza presumibilmente utilizzata a L’Aquila) si trova la notizia che a Milano 6 persone sono state assolte da accusa di spaccio..notivazione è per uso personale.. su youtube c’è un video di una conferenza la prima in Italia sull’argolmento si evince chiaramente come una persona non prenda “da sola” la sostanza. etc.
    C’è una esperta in Italia si chima Dr. Magris … magari allo scopo di portare alla luce la verità dei fatti sarebbe il caso che qualcuno la contattasse

  3. Roberta Tirai

    ma perchè non dite che non l’avete organizzato voi ? oppure c’era solo il gruppo fuorigenera?per la cronaca non è un presidio ma un sit-in. forse non vi è chiara la differenza. ah chiedetelo ai vostri uomini liberi dalla violenza.

  4. Catia

    E’ desolante vedere come alcune persone rivendichino il lavoro altrui come se fosse il proprio. Il femminismo è una cosa seria ed è meschino utilizzarlo solo per ottener consenso!!!!

  5. @bulmosa

    Io credo che la cosa più desolante sia tornare a casa con una vittoria in mano (il fatto che il centro antiviolenza dell’Aquila sia stato riconosciuto parte civile nel processo) e ritrovarsi a leggere commenti del genere. Ammettiamo che abbiamo usato un termine errato, ma vorrei capire dove sta scritto che il sit-in era solo “il nostro”, tanto che nel testo c’è scritto che partecipiamo e che sia il Centro Antiviolenza che MFLA sapevano benissimo che ci saremmo state anche noi, tanto che all’ultima assemblea a Roma abbiamo fatto presente che si era creato un problema dato che a livello locale noi avevamo chiamato sotto il tribunale sia donne, che uomini, non sapendo che c’era già in organizzazione un sit-in di sole donne, dato che il Centro Antiviolenza qui in zona ha iniziato a far girare la notizia il 12 ottobre. Non era assolutamente nostra intenzione rivendicarci il sit-in come “il nostro” (non abbiamo ben capito a che scopo poi), ma essendo noi un gruppo (fra l’altro misto) che è sul territorio, abbiamo ritenuto opportuno scrivere un nostro testo relativo alla convocazione del sit-in (cosa fra l’altro fatta presente all’ultima riunione organizzativa a Roma) che esplicitasse i motivi per cui noi abbiamo deciso di andare sotto il tribunale questa mattina e con il quale invitavamo la cittadinanza aquilana a partecipare. Se questa deve essere una colpa, ce la prendiamo tutta.

  6. Pingback: 19 novembre seconda udienza del processo al militare Francesco Tuccia #stupro #liberedallaviolenza « Fuori Genere

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