Feminist Blog Camp: Appunti (disordinati) su: Rappresentazione della violenza secondo i media | Sessismo nei movimenti | Blogging e diffamazione |

Rappresentazione della violenza secondo i media

La maniera in cui una violenza viene descritta, cambia totalmente la percezione di quello che è realmente successo.
La narrazione classica consiste nel differenziare nettamente la vittima ed il carnefice, ignorando le complessità dei soggetti e le loro emozioni. Si tende a raccontare l’accaduto in maniera estranea, facendo aderire se stessi allo stereotipo di vittima che ti viene automaticamente dato dalla società e dai media.
Se però si prova ad uscire dagli schemi della narrazione classica, non si viene ascoltati. Si è obbligati ad una narrazione per stereotipi, che però porta solo a reprimere le proprie emozioni e non aiuta a superare l’accaduto.
La società non accetta che una donna nella sua narrazione faccia intendere che da uno stupro si può sopravvivere. La stuprata deve essere una martire. E’ quello il suo ruolo. O sei una vittima che aderisce totalmente allo status di martire o in alternativa lo stupro è stato colpa tua.
A volte le vittime non sono consapevoli di star subendo una violenza, in quanto non si ritrovano negli stereotipi classici da vittima e quindi sono convinte che, anche se stanno subendo dei soprusi, quella non sia una “vera” violenza.
La violenza però non è solo quella che passa per la giurisprudenza.
Bisogna riuscire a liberarsi dalla narrazione costrittiva.
Solo noi possiamo decidere cosa è per noi essere vittime di violenza e solo noi possiamo scegliere quale sia il modo “giusto” per raccontare la violenza che abbiamo subito.

Sessismo nei movimenti

Il problema a volte è spiegare cos’è il sessismo, spesso le persone sono sessiste “inconsapevoli”, in quanto nella cultura patriarcale è insito il sessismo.
Agli uomini “fedeli” al patriarcato, non conviene capire cos’è il sessismo e cercare di combatterlo, in quanto il sessismo gli porta solo vantaggi, dato che li rende predominanti.
La cultura patriarcale però danneggia anche quegli uomini che vogliono liberasene, perché diversi dalla massa e sensibili alle teorie femministe, in quanto spesso vengono scherniti e non compresi dagli altri uomini.
Il sessismo non è però solo una questione maschile, in quanto ci sono molte donne complici.
Spesso si fanno discorsi sul sessismo, ma molte pratiche però non vengono riportate nella vita quotidiana, in quanto spesso si ritiene la cosa poco importante, qualcosa che non è necessario condividere.
Si ha troppa tolleranza per le manifestazioni esplicite di sessismo, sembra quasi ci sia una strana comprensione per certi atteggiamenti. Il fascismo, il razzismo non sono mai tollerati, il sessismo invece si.

Blogging e diffamazione

Quando pubblichiamo qualcosa sul nostro blog (o su face book o twitter) possiamo essere accusati di “diffamazione a mezzo stampa”.
Il reato può essere perseguito sia a livello penale (con possibilità di carcere in caso di condanna) sia a livello civile, facendoti causa (fra l’altro puoi essere querelato, senza che questo ti sia notificato).
Spesso le denunce partono verso ignoti ed appena scoperte le generalità del titolare del blog, la querela riparte verso la persona specifica.
Il reato di “diffamazione a mezzo stampa” non si “estingue” in quanto la segnalazione può avvenire entro 90 giorni da quanto il “diffamato” viene a conoscenza della pubblicazione.
Bisogna stare molto attenti anche ai commenti, in quanto se sono moderati, si può essere accusati di diffamazione anche per quelli.
Quello che a volte ci può salvare è la satira, in quanto non è censubile.
Quando si parla di un personaggio pubblico, bisogna sempre tenere a mente, che se scriviamo qualcosa di non corretto (oltre ad essere accusat* di diffamazione) ci potrebbe essere chiesta la rettifica ed il diritto di replica. Si rischia quindi di essere costretti a dare voce sul proprio blog a persone a cui non avremmo mai voluto…
La politica in questo periodo sta cercando di zittire i blog con diverse proposte censorie, come ad esempio: rettifica entro le 24 ore, oscuramento dell’intero dominio dove è ospitato il blog (anche nel caso di piattaforme dove sono ostati siti diversi).

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Informazioni su @bulmosa

Scegli quel che vuoi, cura ciò che hai, dai quello che puoi. L'unico modo che conosco per resistere.

Un Commento

  1. Pingback: Feminist Blog Camp: Report sul workshop media e comunicazione « Fuori Genere

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