Che genere di consiglio vuoi?

All’Aquila, il consiglio comunale è composto da 41 consiglieri di cui una sola donna; la giunta di 12 assessori di cui 2 sole donne e nelle ultime 5 consiliature, ovvero negli ultimi 20 anni, sono state solo 5 le donne elette, appena il 2%. (leggi le nostre riflessioni sull’argomento)

Di fronte a questa situazione, e in vista delle prossime elezioni amministrative, la rete delle donne aquilane ha lanciato un appello (leggi il testo dell’appello in fondo alla pagina) per la  parità di genere nella rappresentanza politica, lanciando una raccolta di firme. L’appello chiedeva – come strumento concreto per la pari rappresentanza –  la modifica dell’articolo 30 dello statuto comunale, affinché fosse garantita la piena parità tra uomini e donne in Giunta e nelle Aziende municipalizzate. (leggi il testo della richiesta di modifica dello statuto comunale in fondo alla pagina)

La consigliera Antonella Santilli si è fatta portatrice della richiesta, che è stata portata all’attenzione dell’amministrazione (video). E così, dopo l’approvazione in Giunta e la bocciatura della IV commissione consiliare Statuti e regolamenti, la proposta è stata portata per due volte alla discussione del consiglio comunale.

Nella prima seduta, è stata ritirata per mancanza del numero legale. (E’ da precisare che per una modifica dello Statuto comunale è richiesta una maggioranza qualificata, dunque di almeno 27 consiglieri).

Nella seconda seduta, i consiglieri, inizialmente presenti nel numero esatto di 27, hanno fatto poi strategicamente mancare la loro presenza al momento del voto; la votazione – che si è conclusa con il risultato di 12 favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti –  è stata dichiarata tecnicamente “infruttuosa” dal presidente del Consiglio comunale.

21 consiglieri su 41 sono risultati assenti: di questi  ben 13, presenti nel corso della seduta, hanno lasciato l’aula al momento della votazione (video della votazione)

Qui di seguito riportiamo l’elenco dei consiglieri, divisi per gruppo di appartenenza, con il voto espresso (segnalati con l’asterisco quelli che hanno lasciato l’aula prima del voto). Da segnalare che nel consiglio somunale dell’Aquila esistono ancora gruppi con nomi di partito che a livello nazionale non esistono più. Accanto ai nomi, i link ai video degli interventi (da completare).

Partito Democratico
Massimo Cialente (Sindaco): SI (video)
Vito Albano: SI
Antonello Bernardi : SI (video)
Maurizo Capri: ASSENTE
Fabio Ranieri: SI (video)
Ali Salem: SI
Antonella Santilli: SI

Gruppo misto
Pasquale Corriere: ASTENUTO
Gino di Carlo: ASSENTE
Francesco Pistoia: ASSENTE
Corrado Angelo Sciomenta: ASSENTE *
Francesco Valentini: ASSENTE

Alleanza per l’Italia
Piero Di Piero: ASSENTE *
Pierluigi Mancini: ASSENTE *
Angelo Orsini: ASSENTE *

Forza Italia
Franco Mucciante: ASSENTE * (video)
Enzo Lombardi: NO (video)
Adriano Perrotti: ASSENTE *

M. p.A. per il Pdl
Luigi Di Luzio: ASSENTE
Emanuele Imprudente: ASSENTE *
Antonello Passacantando: ASSENTE *

Alleanza nazionale
Vito Colonna: ASSENTE *
Nicola Iovenitti: ASSENTE *

P.S.E. Partito Socialista
Giancarlo Vicini: SI
Gianni Padovani: NO

Futuro e libertà per l’Italia
Enrico Verini
Maurizio Leopardi

Comunisti italiani
Carlo Benedetti

Democrazia cristiana per le autonomie
Roberto Tinari

Impegno per L’Aquila
Giampaolo De Rubeis (video)

Italia dei Valori
Angelo Mancini: ASSENTE *

La Destra
Luigi D’Eramo: ASSENTE

L’Aquila città unita
Luigi Faccia: NO

Liberal Democratici
Alfonso Tiberi: NO

Partito della Democrazia Cristiana
Giuseppe Ludovici: NO

Popolo delle libertà
Raffaele Tripoli  Cavaliere: ASSENTE *

Rifondazione Comunista
Enrico Perilli: SI

Sinistra per l’Aquila
Giuseppe Bernardi: NO

U.D.C.
Adriano Durante: ASTENUTO

Udeur
Salvatore Placidi: SI
Consigliere straniero aggiunto: Roland Vide ASSENTE *

TESTO DELL’APPELLO
Quando vincono le donne non perde nessuno Siamo donne aquilane. Siamo donne indignate. Siamo donne preoccupate dallo stato di degrado e di fallimento del Paese, governato sostanzialmente da uomini, con una partecipazione delle donne episodica, esigua e di facciata. Riteniamo che l’amministrazione maschile sia stata un disastro. I nostri governanti ci hanno propinato di tutto: guerre, elezioni corrotte, democrazia mediatica e negata nella pratica. Abbiamo tollerato uomini che parlavano bene e che parlavano male, grassi, magri, giovani e anziani, uomini di bassa estrazione sociale e uomini delle classi alte, tecnocrati, dottori, avvocati, imprenditori, bancari, intellettuali, uomini che dicono che “ce l’hanno duro” e uomini che governano a tempo perso. Nessuno di loro è stato in grado di far funzionare le cose e oggi siamo ancora qui a pagare i danni causati da governi inetti, incapaci di gestire una economia per il Paese, come dimostra l’ennesima manovra finanziaria che, sottraendo risorse al sociale, punisce soprattutto noi donne. E’ giunto il momento di dire basta e di fare sentire chiara e forte la nostra voce. Siamo la maggioranza in questo Paese e nessuno può più permettersi di ignorare il nostro pensiero e rinunciare al nostro contributo. Noi donne lavorando fuori e dentro casa, occupandoci di figli, anziani, malati, siamo di fatto l’unico welfare del Paese; sappiamo negoziare, praticare la tolleranza e la cura delle persone e delle cose. Della vita di tutti i giorni ne sappiamo più noi dei politici che non sono mai stati in un mercato, sappiamo cosa non funziona nelle città, conosciamo i sogni, i bisogni e i desideri di una comunità: lavorare, abitare, disporre di servizi sociali adeguati, avere una scuola migliore, riscoprire la solidarietà e il senso di responsabilità. E’ la nostra “governance”, fatta di intelligenza, concretezza, intuito, creatività, affetti e “cura”. E’ la nostra capacità di costruire felicità. E cosa è la politica, quella sana, se non prendersi cura di donne e uomini, avere “a cuore” i loro destini, la loro vita, sostenendone bisogni, valori e sogni ? Noi donne, oggi più che mai, vogliamo riprenderci il nostro futuro, un futuro dove non ci sia spazio per la violenza maschile, nelle sue forme esplicite e mascherate, dove non ci sia più subalternità, dove il diritto alla felicità sia uno degli obiettivi della politica.. Noi donne aquilane, che abbiamo saputo e sappiamo abitare la “provvisorietà”, quella dei luoghi, delle case, delle nuove relazioni di una città ferita; che conosciamo la fatica di una quotidianità diversa dal passato, spesso massacrante, che pretendiamo verità e giustizia per i morti e per i vivi, vogliamo cambiare le regole, rivendicando la rappresentanza di genere nelle istituzioni. A partire dalla Amministrazione Comunale, poiché l’equilibrata rappresentanza dei sessi negli organi amministrativi garantisce l’acquisizione di quel patrimonio umano, culturale, sociale, di sensibilità e di professionalità che solo la diversità di genere può assicurare, come recenti sentenze di diversi tribunali amministrativi hanno sancito. L’attuale Statuto del Comune dell’Aquila all’art. 30, comma 2 recita “Nel determinare la composizione della Giunta, il Sindaco effettua le proprie scelte nel rispetto dei principi che assicurano diritto di pari opportunità alle donne”. Vogliamo che la nuova Giunta sia composta, per metà, da donne, e che lo stesso principio venga tenuto in debito conto nella definizione dei CdA. delle Aziende Municipalizzate. Del resto lo stesso Statuto comunale individua “nel principio delle pari opportunità, un elemento di arricchimento della possibilità di crescita civile della società” (Art. 3 Statuto Comunale). Per questo invitiamo tutte le donne a firmare questo appello col quale chiediamo la modifica dello Statuto del Comune dell’Aquila, affinché sia sancita, senza possibilità alcuna di equivoco, la rappresentanza paritaria delle donne. Questo stesso principio di equilibrata rappresentanza dovrà essere alla base della formazione delle liste elettorali per determinare un maggiore equilibrio nella composizione del Consiglio Comunale. Vogliamo lavare questo paese, spazzarlo, spazzolarlo, sbatterlo e poi riappenderlo al suo posto, profumato di giustizia e di speranza. Continuando nelle nostre occupazioni di ogni giorno: cucinare per tutti, proteggere le generazioni di prima e incoraggiare quelle di dopo, custodire il buono, nutrirsi del bello, lavare il dolore, ricucire gli strappi, ricamare la speranza, allevare, coltivare, ricordare, opporsi, pensare, volere, resistere. Quanto a voi, uomini che siete in grado di assumervi la responsabilità di una critica costruttiva e che sapete riconoscere nella “differenza” non necessariamente una superiorità o un’inferiorità, riflettete e ricordate chi si è occupato di voi e vi ha cresciuti e domandatevi se non sarebbe stato meglio avere una madre invece di tanti “padri della Patria” che nel corso di tutti questi anni non hanno mai mantenuto le loro promesse. E firmate, per non continuare a sbagliare.

RICHIESTA DI MODIFICA DELLO STATUTO COMUNALE
L’uguaglianza tra le donne e gli uomini rappresenta uno dei principi fondamentali sanciti dal diritto comunitario. La Commissione ha adottato una Carta per le donne per potenziare la promozione della parità tra donne e uomini, in Europa e nel mondo. Le disparità legate al genere hanno conseguenze dirette sulla coesione economica e sociale, sulla crescita sostenibile e la competitività, nonché sulle sfide demografiche. Noi non vogliamo che le donne rappresentino le donne, ma che le donne possano esercitare un diritto costituzionale (art. 51 Cost.): la possibilità di essere candidate e di farsi eleggere per rappresentare uomini e donne, così come oggi un gran numero di uomini – a fronte di un esiguo numero di donne – rappresenta uomini e donne. E’ evidente che non chiediamo il riequilibrio fra i generi attraverso forme di tutela, ma che vogliamo sia reso azionabile un diritto costituzionale (tenendo pure in debito conto la composizione della società italiana – 52% donne 48% uomini – e la crescita di conoscenza, competenze e cultura che caratterizzano le donne in Italia) pertanto rivendichiamo una presenza paritaria di donne nei luoghi decisionali. Vogliamo cioè che, ovunque si decide, si affermi e si realizzi la presenza paritaria dell’uno e dell’altro sesso, in condizioni di uguaglianza. L’equilibrata rappresentanza dei sessi negli organi amministrativi garantisce l’acquisizione di quel patrimonio umano, culturale, sociale, di sensibilità e di professionalità che solo la diversità di genere può assicurare, come recenti sentenze di diversi tribunali amministrativi hanno sancito. L’attuale Statuto del Comune dell’Aquila all’art. 30, comma 2 recita: “Nel determinare la composizione della Giunta, il Sindaco effettua le proprie scelte nel rispetto dei principi che assicurano diritto di pari opportunità alle donne”. A questo proposito abbiamo chiesto alla consigliera comunale Dott.ssa Antonella Santilli, unica donna presente in Consiglio, di farsi portatrice della proposta di delibera, in seno al Consiglio Comunale, per la modifica di tale articolo dello Statuto nel senso di una precisa definizione della rappresentanza paritaria. Vogliamo che la nuova Giunta sia composta, per metà, da donne e che lo stesso principio venga tenuto in debito conto nella definizione dei CdA delle Aziende Municipalizzate. Lo stesso Statuto comunale individua “ nel principio delle pari opportunità, un elemento di arricchimento della possibilità di crescita civile della società” ( Art. 3 Statuto Comunale). Questo stesso principio di equilibrata rappresentanza dovrà essere alla base della formazione delle liste elettorali per determinare un maggiore equilibrio nella composizione del Consiglio Comunale.

Annunci

Informazioni su @bulmosa

Scegli quel che vuoi, cura ciò che hai, dai quello che puoi. L'unico modo che conosco per resistere.

Un Commento

  1. Pingback: La politica non è cosa da donne… « Fuori Genere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: