Neve Rossa

Sto lavorando con AntConc un programma che elabora liste di parole e le analizza: parole a confronto, parole in contesto, parole in locuzioni… Puoi fare tutte le analisi che vuoi: concordanze, keylist… Quante sono le parole? I lemmi? Quanti? Eppure, le parole non ci sono per la violenza dell’altra notte su quella giovane donna, sul suo corpo e la sua intimità.
Pensavo, come diceva la Litizzetto, che nulla come il piscio dei cani macchia di sporco il bianco immacolato della neve. Quando ha nevicato ho capito perché Morsi si ferma per strada: la neve “tracciava” di giallo le pisciate dei cani, le rendeva visibili a me, lui le vedeva anche prima. Con il naso. Neve bianca, lattea, nivea e cristallina.
Un ciuffo di capelli bagnato esce dal cappello, i piedi non li senti più, e ti manca un guanto, chissà perché ne perdi sempre uno. Nella mia testa e tutt’intorno giochi di bambini, di grandi e di ragazzi; rosse le gote e ghiacciata lapunta del naso. Mani insensibili e intirizzite che, gelide, quasi cadono… Eppure impastano ancora palle di neve.
In questi giorni, poi, la neve all’Aquila, oltre al disagio, ai blocchi, all’impossibilità di muoversi e spostarsi, la neve all’Aquila era anche San BoardNardino… Scalinata di bianco purissimo… Il centro che scivola in un lampo di vita infreddolita, ma pulsante e r-esistente. Giochi di neve candida, che saltano e rompono anche qualche ossa. Rotture silenziose, morbide e ovattate. E’ magica la neve!
E io pensavo… che nulla come il piscio dei cani macchia di sporco il bianco immacolato della neve. Pensavo… il piscio e le cagate dei cani.
Invece, all’improvviso, neve rossa: il caldo incontra il freddo. Fuma. Da candida coltre compatta, appare spugnosa in quel reticolo rosso.
Rosso sangue. Vero sangue. Rosso vivo anche il giorno dopo. Gelo sul corpo disteso, costretto e obbligato in un letto di neve.
Un pene, forse un altro e un altro ancora, forse. Lacerano, dilaniano, sbrindellano. Percuotono un ventre, lo squarciano da dentro.
Paura. Terrore. Orrore. Sfinimento. Morte, quasi.
Pensavo… che nulla come il piscio dei cani macchia di sporco il bianco immacolato della neve.
Pensavo… il piscio e le cagate dei cani.
Invece, all’improvviso, neve rossa…

F.

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